Dopo le esperienze con Satanel e Old funeral (i cui membri troveremo poi negli
Immortal), da lui considerate tipiche death metal band, Varg Vikernes (in arte Count Grishnackh) decide di dar vita ad un proprio progetto solista. Ispirato dai romanzi tolkieniani, Varg sceglie inizialmente come monicker Uruk-hai(con il quale pubblica il discreto “Blast from the ancient past”) per poi cambiarlo in Burzum (=oscurità). Dopo tre demo prodotti tra il 1989 e il 1990, nel 1992 vede finalmente la luce il primo full-length autointitolato (pubblicato dalla Deathlike silence, l’etichetta di Euronymous, mastermind dei
MayheM). Quasi nello stesso periodo in Norvegia le chiese cominciano a bruciare, soprattutto per l’intervento massiccio di Vikernes, uno dei maggiori fautori di questi atti; si ricordi che il suo EP “Aske” (=cenere), che recava in copertina la foto di una chiesa da lui bruciata, allegava per le prime copie una scatola di fiammiferi, ad incentivare il tutto. A queste azioni se ne affiancavano altre minori, quali dissacrazioni di cimiteri, sacrifici animali e furto di oggetti dalle chiese (oggetti che finirono in buona parte ad adornare l’ Helvete (=inferno), negozio specializzato in musica estrema, gestito da Euronymous e presso il quale visse lo stesso Varg Vikernes durante il periodo di registrazione del De mysteriis dom sathanas dei MayheM, per i quali eseguì le parti di basso). Come conseguenza, Vikernes e altri membri del famigerato Black Circle (una specie di loggia massonica che radunava le più importanti black metal band del periodo) finirono in carcere per un breve periodo. Nel 1993 andò via via acuendosi un astio tra Euronymous e Vikernes, alimentato da motivi mai ben chiariti. Questo crescendo culminò il 10 agosto 1993 con la morte di Oystein Aarseth (Euronymous), ucciso vigliaccamente da Varg Vikernes con ventitre coltellate, di cui sedici alla schiena, cinque al collo e due alla testa. Condannato a ventun anni di carcere, Vikernes continuò la sua attività di musicista, ma anche quella di strenuo oppositore dell’ ideologia giudeo-cristiana (Norsk hedensk front)
Negli anni della carcerazioni uscirono i suoi lavori appartenenti “all’ era d’ oro di Burzum” (così Varg descrisse gli anni tra il 1991 e il 1993), quali “Det som en gang var” (=Quello che una volta era), “Hvis lyset tar oss” (=Quando la luce ci coglie) e “Filosofem”, mentre “Daudi baldrs” (composto nel 1994 ma pubblicato nel 1997) e “Hlidskjalf” rappresentano il nuovo corso di Burzum, essendo infatti album dediti allo stile ambient.
Scritta da
iconoclasta