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Musica -> Heavy Metal -> Judas PriestJudas PriestIspirati dal successo dei loro concittadini Black Sabbath, due giovani musicisti di Birminghan, Ian Hill (basso) e K.K. Downing (chitarra) fondano nel 1973 un gruppo di orientamento analogo. Con Robert Halford alla voce e Glenn Tipton ad assistere Downing come chitarrista ritmico, il gruppo firma un contratto con la Gull. Il primo album, "Rocka Rolla", registrato con il batterista John Hinch, è un semipasso falso, soprattutto a causa della pessima produzione di Rodger Bain, già mentore dei Sabbath. Nonostante le vendite insoddisfacenti i Priest si vedono offrire un'altra possibilità, questa volta con Alan Moore alla batteria, e "Sad Wings of Destiny" (1976) è un deciso passo avanti verso quello che diventerà il marchio di fabbrica dei Judas Priest: chitarre cupe ed inquietanti che poggiano su una ritmica massiccia e si combinano con la voce indemoniata di Halford. Il gruppo miete nuovi allori al festival di Reading del 1975, ma nel frattempo urge una nuova casa discografica in luogo dell'inadeguata Gull. Grazie ad un management più influente, i Priest ottengono un contratto con la CBS e una migliore esposizione pubblicitaria, che facilita la loro affermazione sul mercato. "Sin after Sin" rompe il ghiaccio in Inghilterra, grazie anche alla buona produzione di Roger Glover; la cover di "Diamonds and Rust" di Joan Baez è il primo hit del gruppo. Per queste registrazioni viene assunto il session drummer Simon Phillips, ma il batterista definitivo è Les Binks, che suonerà sui tre album successivi. "Stained Class" e "Killing Machines" (uscito negli Stati Uniti con il titolo di "Hell Bent for Leather" e con un brano in più, la cover di "The green Mahalishi" dei Fleetwood Mac) seguono il modello di "Sin after Sin": heavy metal mozzafiato con un'interazione di grande effetto delle parti di chitarra, visto che Tipton è diventato un secondo chitarrista solista. In Giappone registrano alcuni concerti, condensati su "Unleashed in the East" (1979), magnifico album che giustifica la crescente popolarità del gruppo sia in Europa che nel paese del Sol Levante; a produrlo è Tom Allom, che d' ora in poi sarà il produttore fisso dei Judas Priest, conferendo al loro suono il caratteristico taglio metallico. Per farsi largo rispetto alla NWOBHM i Priest entrano in competizione con l' esplosivo "British Steel". Nel frattempo l'ex batterista dei Trapeze, Dave Holland, è entrato a far parte del gruppo e con lui si completa la formazione definitiva. Il traguardo successivo è la conquista del mercato americano: a provarci è "Point of Entry", poco gradito dal pubblico. Il tentativo riesce con "Screaming for Vengeance"(1982), che riscuote in America un successo maggiore ed è un classico a tutti gli effetti. Il processo di perfezionamento dei Priest prosegue con "Defenders of the Faith" (1984); a questo punto i processi di lavorazione fra un disco e l'altro si fanno sempre più lunghi e ci vogliono due album prima che veda la luce "Turbo", una delusione secondo molti appassionati, perchè chitarre sintetizzate e altri effetti speciali in sala di registrazione sembrano mitigare la vena crudele dei Priest, anche se questa riemerge prepotentemente sul palco, come dimostra il doppio "Priest...Live". Gli estimatori del gruppo ritrovano la fede con "Ram it down", che però suona come una sorta di autocelebrazione, senza novità degne di sorta. Dopo essere stati chiamati in causa da un tribunale americano per la morte di due giovani fans (apparentemente istigati al suicidio dall' ascolto di "Stained Class"), i Priest realizzano nell 1990 il loro miglior lavoro degli ultimi anni, "Painkiller", con il nuovo, portentoso batterista Scott Travis, il più potente, compatto e preciso che il gruppo abbia mai avuto. Dopo il trionfale tour però, Halford lascia la band per contrasti personali. Ci vogliono sette anni prima che i Priest pubblichino un nuovo lavoro con il nuovo cantante Tim Owens (in precedenza cantante di una tribute band dei Priest), ma Jugulator(1997) e Demolition(2001) sono poco apprezzati dai fans per via del loro spostamento dal tipico suono Judas in favore di sperimentazioni più dirette a soluzioni thrash e pericolosamente occhieggianti a certe sonorità nu metal; dal vivo invece la band mostra ancora una certa caratura (come dimostra il live "Demolition"). Nel 2003 Halford torna in formazione, e dopo il tour che celebra la reunion viene pubblicato, nel 2005, "Angel of Retribution", un discreto album. Scritta da Mythycal;; Discografia:
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