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Questo disco non è per tutti.
Potrei benissimo fermarmi a questa frase, e avreste già capito di che pasta è fatto il secondo parto dei nostrani Aborym.
Il loro secondo disco si dimostra non di facile comprensione all’ascolto, non tanto per la produzione comunque dignitosa, ma più che altro per il sound della band, un black metal contaminato da pesanti porzioni di elettronica.
Ma procediamo con ordine: questo “Fire Walks With Us” è un chiaro passo avanti in confronto al debutto “Kali Yuga Bizzarre”, disco che tendeva a dimostrare qualche incertezza di troppo, consegnandoci un gruppo in ottima forma, capace sia di accelerazioni frenetiche, sia di passaggi ambient ed elettronica degni di nota.
Da notare il cambio di line up in confronto al precedente disco; il cantante italiano Yorga SM ha lasciato il posto niente meno che al leggendario Attila Csihar, un uomo che non ha bisogno di presentazioni per gli amanti del black metal.
Il disco si apre subito con l’accelerazione frenetica di “Our Sentence” , brano che sembra uscito dalla mente di uno schizofrenico, tanto è capace di rallentare ed accelerare senza soluzione di continuità, ma lungi dal sembrare prolisso o inascoltabile. Tra bombardamenti e urla di paura ci ritroviamo al secondo brano “Love The Death As The Life”, dove i Nostri dimostrano di aver ben assimilato la lezione dei maestri Mysticum, offrendoci tra le altre cose una prestazione da brivido da parte di Attila, capace come non mai di creare tensione con la sua inconfondibile voce.
Passiamo quindi alla fantastica “White Space”, canzone che si distingue per un riff industriale invidiabile, che sfocia in un break elettronico da urlo, per quello che è sicuramente uno dei migliori brani del lotto. Segue la maestosa title-track “Fire Walks With Us”, aperta da un arpeggio schiacciato da una marea di riff e da inserti elettronici davvero disturbanti. Anche qui è la schizofrenia a regnare, sia negli ottimi assoli, sia nelle continue accelerazioni che fanno da ossatura a questo pezzo.
Dopo un istante di silenzio, comincia uno dei pezzi più controversi dell’album, “Here Is No God S.T.A.”, brano dove la voce filtrata di Attila si staglia su un pezzo techno che con il metal non ha nulla a che vedere; questo brano farà storcere il naso a molti dei puristi del genere tra di voi, ma io personalmente non mi lamento. Viene poi il turno del blast-beat spaziale di “Total Black”, brano generalmente veloce, che sfocia in un ingannevole rallentamento malsano, per poi tornare ad una distruttiva drum machine, accompagnata da una gamma di effetti elettronici ben curati ed incisivi.
Irrompe quindi “Sol Sigillum”, pezzo ambient contrassegnato da un incedere marziale e tetro, seppur rilassante. Viene quindi l’ora di un brano che sicuramente riconoscerete sin dalle prime note: l’estro maledetto di “Det Som En Gang Var” del maestro Burzum si fa avanti, coverizzata con cura e personalità.
La canzone non sembra discostarsi troppo dal resto del disco, ma bisogna ammettere che la versione “danzereccia” del riff finale è sicuramente d’impatto, e farà gridare allo scandalo molti di voi.
Per concludere il disco, gli Aborym hanno scelto un pezzo “inutile”, difatti “Theta Paranoia” è un brano composto esclusivamente di rumori.
Concludendo dico che “Fire Walks With Us” è un disco che potrà spaventare molti di voi per le sue caratteristiche aliene, ma che dopo un po’ di ascolti vi saprà conquistare.
Letteralmente.
Voto: 97/100. Recensito da Tristan il Necrofilosofo il 04/09/2008 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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