Iced Tears - CD Metal - Fizala
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Musica -> Black Metal -> Abgott -> Fizala
Abgott - Fizala (cd cover) Disco preferito da 6 utenti.
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Band: Abgott
Disco: Fizala
Anno: 2003
Tracklist:
1. Book 1: Orucsolledovres Azaraq\'s Fizala Tales 02:03
2. Book 2: Lanrutcon Nyarlathotep 03:51
3. Ghost Track 00:28
4. Book 3: The Eye Yog-Sothoth 02:40
5. Ghost Track 00:41
6. Book 4: From Thy Beyond Shub-Niggurath 03:53
7. Ghost Track 01:08
8. Book 5: Aren Anul Al Ottos Ailgattab Hastur 02:21
9. Ghost Track 00:49
10. Book 6: Nominato Essere Deve Non Colui Htohtaza 03:22
11. Book 7: Thy Evocation Cthulhu (Parts I-IV) 08:38
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Talvolta ci si chiede se al giorno d'oggi ci siano ancora band che riescano a portare qualcosa di nuovo nel Black Metal, quando poi ci capitano tra le mani dischi come Fizala degli Abgott, la risposta è assolutamente SI.
L'album uscito nel 2003, è un tributo agli oscuri abissi siderali, al Libro Maledetto dell'arabo pazzo Abdul Alhazred il "Necronomicon"(altresì noto come "Al Azif" che letto al contrario ci da "Fizala", il titolo dell'album) e agli oscuri Dei creati dal genio di H. P. Lovecraft e fa mostra di una grande capacità compositiva e una fortissima vena sperimentale che si traduce in brevi intermezzi ambient/noise fatti apposta per disturbare la nostra immaginazione e catapultarci nel più profondo e oscuro abisso di Caos Cosmico, per essere poi raggelati da varie parti cantate in italiano che altro non sono che Inni agli Antichi padroni della Terra e dell'Universo come Yog-Sothoth, Shub-Niggurath, Cthulhu e Hastur l'Innominabile che dai loro Antri ci osservano e ridono, attendendo pazientemente il giorno in cui torneranno a reclamare il loro Antico Dominio.
Il ritorno degli Antichi comincia con "Orucsolledovres Azaraq's Fizala Tales", un introduzione che ci introduce ai Perversi e complicati incantesimi del Necronomicon, per poi continuare con "Lanrutcon Nyarlathotep",una chiamata all'oscuro messaggero degli Dei Esterni, il Caos Strisciante che penetra sempre di piu nel nostro mondo per dirigerlo alla follia in un connubio di vocals taglienti e maligne, un drumming particolarissimo e tecnico, un basso pulsante come non mai e un riffing molto evoluto e nitido.
Arriva così il primo intermezzo, primo stordimento allucinogeno che fa da preavviso all'entrata in scena di Yog-Sothoth("The Eye -Yog-Sothoth"), il Tutto in Uno, e a volte cominciamo a sentire in sottofondo qualche urlo lancinante che non fa parte delle vocals, ma è qualcos'altro che sta arrivando a turbare le nostre vite con un riffing melodico e tagliente in sottofondo martellato e martoriato da un rullante dal suono molto "pieno".
Sotto le note di un pianoforte passiamo poi al secondo intermezzo, dove strane voci prima umane, poi robotiche, pronunciano frasi immonde (questo intermezzo è palesemente ispirato a una parte di "Colui che sussurrava nelle tenebre" di Lovecraft, dove c'e in pratica la stessa scena), un qualcosa di veramente inquietante che si sposa perfettamente con la sperimentazione e le classiche atmosfere Black di tipo "Lovecraftiano".
L'intermezzo si chiude e ricomincia un altro abisso di Caos con l'arrivo di Shub-Niggurath, Il Capro Nero dei Boschi dai Mille Cuccioli, colui/colei che altri non è che Pan, il Dio dei Boschi, la personificazione degli istinti piu animali dell'uomo, il riffing si fa sempre più tagliente e incisivo, e su note sempre più oscure che il brano va concludendosi con il Dio che "ritorna a sedere sul Suo Oscuro Trono". Si passa al terzo intermezzo dove si odono strani e immondi gorgogli, qualcosa sta strisciando nell'oscurità, e quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi. E arriva lui, Hastur l'Innominabile("Aren Anul Ottos Ailgattab Hastur"), il Nulla che riempie lo spazio tra tutte i corpi, il pezzo prosegue sulle stesse coordinate stilistiche degli altri, riffi incisivo e tagliente, batteria sfonda-timpani e molto tecnica, delle vocals maligne fino all'inverosimile, e un atmosfera di malignità che ci trascina sempre più giu nell'Abisso.
E ci troviamo poi di fronte all'ultimo intermezzo, un suono che si fa sempre più lancinante e disturbante per sfociare poi in un atmosfera apparentemente paradisiaca e rilassata, è questa la piena unione con il Cosmo attorno a se e con gli Dei, gli oscuri Guardiani delle Porte Convesse e Concave, Yog-Sothoth e Umr-At-Tawil.
E proprio attraversando le Porte Cosmiche arriviamo al cospetto di Azathoth, il Demone Sultano("Nominato Essere Deve Non Colui Htohtaza"), qui il tempo si fa più sostenuto e i riff ci avvicinano sempre di più all'imminente Apocalisse.
E' arrivata, la Fine, Egli sta per essere risvegliato, il Sognatore, Cthulhu sta arrivando, sotto le note di un sinistro pianoforte, urla demoniache si susseguono in un Apocalisse Sonora, Colui che giace "morto ma sognante" a R'lyeh si è ormai destato dal suo sonno, e noi non possiamo fare altro che inginocchiarci di fronte all'Antica Dinastia che sta per ricoprire il Mondo Intero, il pianoforte continua a scandire ogni secondo del nostro terrore, e nel frattempo il Vecchio Regno sta per ritornare, aumenta l'orrore di fronte alla creatura immonda che si è risvegliata dopo Eoni di apparente sonno, e così come termina l'ultima nota di pianoforte termina anche l'esistenza umana. Il Tempo dell'Uomo è ormai finito. Lode agli Antichi! Ia! Ia! Cthulhu Fhtagn!

(Ricordate: quando il brano, sembra finito, in realtà non lo è)

Voto: 95/100. Recensito da PUMPKIN   il 16/10/2006

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