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A un anno dal capolavoro Si Monumentum Requires, Circumspice album di transizione tra i primi lavori in classico stile Black Metal e l'introduzione di nuovi elementi sperimentali nel loro sound, con “Kenose” i Deathspell Omega portano il Black Metal verso lidi musicalmente inesplorati, raggiungendo livelli di perfezione inimmaginabili. Catalogati sotto il genere Religious Black Metal (la quale per certi versi non rende minimamente conto del genere proposto dal combo francese), già a partire dall'enigmatico e curatissimo booklet, compresi i testi, pieni di riferimenti biblici (finalmente non estrapolati a caso) dalla profondità filosofico-teologica ammirevole, ci si rende conto di non trovarsi davanti a una band comune, che fa del loro sound una riflessione spirituale messa in musica. “Kenose”è composto da tre lunghi ed angoscianti rituali, che ci lasciano sprofondare nei meandri più reconditi e perversi dell'inconscio, quasi a parafrase una discesa agli inferi senza ritorno. Anche per questo, rendere a parole le emozioni che riescono a trasmettere è un'impresa impossibile. Il I capitolo mantiene per cinque minuti mantiene un mood cerimoniale ed ipnotico, suggestivo e carico di inquietudine,“preparatorio” all'inferno che verrà scatenato da un riffing personalissimo, giocato più che sulla violenza e la velocità, sugli intrecci dissonanti e ossessivi delle chitarre. Stupefacente il modo in cui Mikko alterna allo screaming, un growl diabolico e perversi sussurri, e l'alternarsi di mid tempos riflessivi e ritualistici ai momenti più violenti, con improvvise accelerate che stordiscono letteralmente l'ascoltatore. Ammaliatrice e blasfema la struttura ritmica che apre il II arpeggio, anche questa giocata su micidiali ed insoliti stacchi di tempo, accompagnati dal ronzio penetrate delle chitarre che a poco a poco infestano la nostra anima, come una pazzia latente che viene riportata alla luce dalle note tetre e stranianti che i Deathspell lasciano risuonare dagli abissi infernali. E' il brano più annichilente e ossessionante dell'intero disco, il meno lineare, dove i Nostri dimostrano di avere una tecnica invidiabile senza per questo creare freddi virtuosismi fini a se stessi: memorabile il mid tempos con arpeggi laceranti e criptici, carichi di tensione e straniamento. E veniamo al III ed ultimo capitolo, dove dopo due minuti di chitarre ronzanti sostenute da un furente blast beat tutto sembra quietarsi, quand'ecco che cori infernali sostenuti da una cadenza marziale si insinuano in questo claustrofobico intermezzo Ambient, rotti dall'incedere funereo in stile Drone-Doom. Minimali le chitarre, ma rarefatte e sulfuree nei passaggi lenti ed estenuanti, sorretti dal growl catacombale e demoniaco di Mikko: certe soffocanti dissonanze ricordano i Morbid Angel, in particolare quelli di "God Of Emptiness". Ed è nel delirio onirico di questo brano che si realizza quel processo che profetizza il titolo di questo album: Kenose, ossia svuotamento, in questo caso spirituale, difronte al quale è impossibile immunizzarsi. Considerato come Ep, e non come secondo atto della trilogia iniziata con “Si Monumentum..”, stra-consiglio quest'album a tutti colori che vogliono sentire qualcosa di unico in un panorama affollato dalle solite band clone, e che vogliono vivere un esperienza mistico-iniziatica in musica da una di quelle realtà che riescono a zittire quanti coloro asseriscono che il Black Metal è morto.
-Consummatum Est-
Voto: 95/100. Recensito da BloodyMary il 09/01/2008 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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