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La Masquerade Infernale. Un titolo che già ci preannuncia l'opera cui ci troviamo di fronte. Ma partiamo dalla line-up stellare: alla batteria abbiamo il signor Hellhammer, probabilmente uno dei migliori batteristi della scena per tecnica e stile; alla voce un certo Kristoffer Rygg alias Garm, geniale mente degli Ulver e una delle voci più volubili del panorama metal e non solo; come seconda voce troviamo Vortex, bassista dei Dimmu Borgir; al basso abbiamo Skol, già negli Ulver; alla chitarra Knut Magne Valle; alle tastiere Steinard "Sverd" Johnsen (che personalmente ritengo un genio per il lavoro fatto alla programmazione. Davvero impressionante). Inoltre è stata usata un'orchestra in carne ed ossa di 4 archi. Il capolavoro si srotola in 8 tracce una più folle dell'altra, dove disarmonia, armonia, piano delirante così come gli archi (l'assolo dei violini in "Master of Disguise" fa venire i brividi), e sintetizzatori impazziti creano un'atmosfera barocca, impossibile da descrivere a parole. La voce di Garm poi sfiora il grottesco e rende ancora più perfetto il tutto. La programmazione (come già avevo accennato) sfiora la perfezione: la rete dei suoni, le distorsioni, sono dirette come una vera e propria orchestra. Le chitarre e il basso si lanciano in assoli divini. La batteria ha un suono perfetto in ogni situazione, e Hellhammer mette tutto il suo stile, mai banale, creando linee che definirei quasi armoniche. Tutto l'album risente di una omogeneità e allo stesso tempo di una geniale vena inventiva, fatta di stacchi fantastici e accellerazione devastanti( si veda "Alone" ). Degno rappresentante dell'Avantgarde questo disco barocco viaggia a livelli elevatissimi dall'inizio alla fine, passando per una magnifica “Ad Astra“, con lo sguardo rivolto alle stelle, in un crescente brain storming di follia ( “The Chaos Path” con il suo organo da luna park ) e molte volte anche malinconia ( sempre in “The Chaos Path“ e nella successiva “La Masquerade Infernale”, dove il piano intona note tristi ma allo stesso tempo ironiche, supportate da voci sempre al culmine dell'assurdo ). Questo album è portatore di sensazioni insolite, provenienti dal passato, che forse abbiamo dimenticato, ma che sono sempre dentro di noi, Oscure e profonde come le paure e le risate.
Voto: 100/100. Recensito da the minstrel il 16/08/2007 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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