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Spesso succede di ascoltare album che hanno bisogno di poche parole per essere descritti, e quì il problema per un recensore diventa evidente: come portare argomentazioni sufficienti a riempire una recensione? Purtroppo quello di cui sto parlando mi è successo anche ascoltando l'ultimo disco dei milanesi Necroshine. Il loro lavoro “New Era of Chaos” si presenta come black metal grezzo, con un approccio malvagio e veloce. Le influenze presenti sono le solite in questo campo: Dark Funeral, Immortal, etc. Niente di nuovo all'orizzonte, mi sono detto. La mia diffidenza rispetto al black di stampo classico è molto accentuata. Anche questa è una forma di pregiudizio in fondo, ma con il dovuto autocontrollo mi sono imposto di ascoltare “New Era of Chaos”.
Partiamo dalla produzione. Ottima sotto ogni aspetto: chitarre dal suono sporco, ma non troppo, distinguibili in ogni momento, batteria dal suono secco e potente, basso efficace ma mai troppo in evidenza (non che sia un pregio). Voce sempre su livelli accettabili, con molte sfumature tra il growl e lo scream.
A livello compositivo cominciano a comparire i primi smacchi: riff convenzionali (anche se ci sono alcuni momenti più ispirati di altri, come il brano di “Odio”, che riesce a creare un certo mood oscuro. Altri momenti ottimi sono quelli creati da arpeggi semplici ma evocativi, come in “Crossing the Bar”), batteria piena di blast beat, voce abbastanza ordinaria, basso irrilevante. Alcuni brani comunque si salvano e si elevano rispetto al livello della media di centinaia di pezzi black già sentiti (“Crossing the Bar”, “Odio”, “New Era of Chaos” e “Desolated Lands” ) e risentiti.
Se poi passiamo sul piano concettuale (anche se mi sembra una parola troppo grossa per questo lavoro) compaiono le cose più sconcertanti: testi banali, pieni dei soliti clichè del genere. Non sto a citare brani, tutti quanti hanno questa caratteristica. Un episodio interessante è rappresentato dal brano “Fuck You!”. All'inizio dell'ascolto mi sono stupito: bel basso, un giro davvero ottimo. Speravo in un improvvisa redenzione del gruppo con un pezzo contaminato! Invece mi ritrovo dopo pochi secondi a sentire un sonoro “Fuck you bastard, fuck you jesus!”. Sinceramente, per quanto possa presentarsi ignorante questo tipo di black metal un uscita del genere non me l'aspettavo proprio. C'è da ridere, veramente. Per non piangere.
In conclusione questo lavoro presenta molti brani che passano senza nulla dare all'ascoltatore, poche sparate inutili ma anche alcuni momenti interessanti. Apprezzabile ad una condizione: prenderlo per quello che è. Il Solito black metal.
Voto: 65/100. Recensito da the minstrel il 25/08/2008 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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