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Si può, con una carriera che comprende già dieci album realizzati, essere incisivi ed interessanti nell’infinito ambito metal? Chiaramente si, se stiamo parlando degli Impaled Nazarene: esce nel 2006 infatti “Pro Patria Finlandia” (un nome, un programma), undicesimo LP di questi pazzi scatenati, provenienti, manco a dirlo, dalla Finlandia.
“Pro Patria Finlandia” inizia con due canzoni dallo schema molto simile: “Weapons To Tame A Land” e “Something Sinister”. Se nella prima però, il sound ruota attorno alla batteria di Repe Misanthrope ed al suo incedere martellante, nella seconda esso viene esaltato dal suono della chitarra, che risulta particolarmente ispirata.
Si passa quindi a “Goat Sodomy”: 2 minuti e 22 di travolgente velocità, spezzata solo da una breve digressione al minuto 1.24. Seguono “Neighbourcide”, che suona molto Metallica primo periodo, e “One Dead Nation Under Dead God”, che riprende in un primo momento la vena black del gruppo, con le sue ritmiche ossessive, per poi cambiare nettamente stile a circa metà della canzone.
Dopo “For Those Who Have Fallen”, pezzo discreto penalizzato forse solo dall’eccessiva monotonia, e l’interludio “Leucorrhea”, andiamo poi ad ascoltare “Kut”, caratterizzata dal progressivo alternarsi di parti più pestate ad altre più veloci e scorrevoli, cui seguono “This Castrated World” e “Psykosis”, due tracce che, seppur non aggiungendo nulla di nuovo all’album, riescono a non far calare minimamente l’intensità e la qualità del prodotto.
Ecco quindi arrivare “Contempt”, probabilmente la colonna portante dell’album, nonostante la sua durata quantomeno modesta: l’ascoltatore viene trascinato in un dinamico turbinio di suoni, coinvolgente già dalla prima nota, ed esaltato dal solito, ottimo, scream di Slutifer. “I Wage War” è invece quello che si potrebbe definire il classico pezzo di transizione, ma è comunque accattivante nella sua linearità. Segue quindi quello che in realtà non dovrebbe essere definito “interludio”, ma piuttosto “mini-canzone”, ovvero “Cancer”, e si arriva quindi al gran finale, ovvero “Hate – Despise – Arrogance”, l’ennesima dimostrazione di talento da parte della Ormai-non-troppo-black metal band finlandese, la degna conclusione di un ottimo album.
In due parole? DA ASCOLTARE.
Voto: 88/100. Recensito da Jojijo il 23/02/2007 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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