Iced Tears - CD Metal - Shining Evil Light.
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Musica -> Melodic Black Metal -> Infernal Angels -> Shining Evil Light.
Infernal Angels - Shining Evil Light. (cd cover) Disco preferito da 1 utenti.
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Band: Infernal Angels
Disco: Shining Evil Light.
Anno: 2006
Tracklist:
1. Requiem for a Soul 03:44
2. In November Days 04:33
3. Palace of Silence 04:43
4. Shining Evil Light 04:31
5. Dominus Silentii 05:17
6. Vigilia Secunda 03:05
7. Obscure Dimension (Take the Evil Beauty) 04:17
8. Endtime Divine 07:57
9. At the Heart of Winter (Immortal Cover) 08:05
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Per essere il debutto degli Infernal Angels, Shining Evil Light gode di uno splendore e di un livello di perfezione e sintesi davvero rari a trovarsi, per l’ appunto, in disco di debutto.
Il disco offre possibilità di analisi a diversi livelli. Cominciando dalla produzione, a mio parere il lavoro svolto in tal senso è molto buono, perché ogni strumento gode di una certa esposizione, senza che nessuno ne risulti penalizzato. I suoni risultano infatti nitidi, precisi e ben evidenziati, non ovattati o confusionari. A cercare a tutti i costi il pelo nell’ uovo, forse si potrebbe sostenere che alla chitarra si sarebbe dovuto riservare un suono più potente, per enfatizzare al meglio i riff più crudi e malefici. Ma si tratta comunque di un difetto (ammesso che lo sia) di lievissima entità, perché la chitarra usufruisce di un suono che le consente comunque di rendere al meglio ogni riff, da quelli più ferali e minimali a quelli più melodici, compresi i passaggi arpeggiati, davvero in evidenza. Anche al basso la produzione concede ampio spazio: a parte i frangenti più violenti, la sua presenza è indiscutibile, contribuendo in misura sostanziale al successo dell’ album. La batteria raggiunge il punto più alto nel rullante, secco ed ottimamente enfatizzato anche durante l’ uso del blast – beat.
A livello prettamente musicale, Shining Evil Light vive dell’ equilibrio fra due elementi in apparenza inconciliabili: melodia e malvagità. Tutto il disco è pregno della tensione che scaturisce dal “conflitto” fra queste due componenti, che invece trovano appunto questo equilibrio, senza che nessuna delle due risulti danneggiata o limitata. Di volta in volta, poi, a questi due elementi si innestano ulteriori spunti che arricchiscono sensibilmente la proposta musicale, determinando così un’ ottima eterogeneità fra le varie canzoni del repertorio, senza però che la stessa proposta diventi troppo diversificata e spersonalizzata (e la personalità ed originalità degli Infernal Angels emerge preponderante per tutta la durata del disco). Fanno così la loro comparsa riff ammantati di un’ alone di epicità che colpiscono direttamente l’ ascoltatore; questi stessi riff presentano una doppia valenza: oltre ad essere già di per sé epici, conferiscono alle composizione un che di solenne e cerimoniale, e questo senza far uso di tastiere, il tutto sgorga infatti quasi naturalmente dalla chitarra. Il gruppo non rinuncia però totalmente a tastiere, organi e pianoforti, ma dimostra di saper farne un uso sapiente, rinforzando ulteriormente la vena melodica ma senza offuscare gli altri strumenti, contribuendo anche loro a quella sensazione di solennità e cerimoniosità suesposta.
L' attacco di Requiem For A Soul è di quanto più malefico ci possa essere, stordisce subito l' ascoltatore senza dargli possibilità di stampo. Segue un riff freddo, glaciale, e poi uno stacco davvero micidiale, in grado di veicolare nell' ascoltatore una sensazione di grande potenza, che sconfina nell' epico. A metà canzone il gruppo propone un arpeggio, semplice ma davvero efficace. Riprende il riff malvagio di cui prima, e funge, si può dire, da introduzione, perchè poi questo stesso riff viene ripreso in chiusura.
In November Days è a mio avviso la canzone migliore del lotto. E' in questa canzone che la malvagità espressa dal gruppo raggiunge il suo apice, grazie ad un arpeggio ripreso dal riff successivo davvero sconvolgente ed annichilente. Segue una pausa, un intermezzo proposto a velocità medie, come per lenire le ferite a chi ascolta. La quiete prima della tempesta: viene riproposto il riff iniziale e poi un passaggio che rimanda al black più classico, ma sempre reinterpretato secondo la sensibilità musicale degli Infernal Angels, come anche le parti successive, ben enfatizzate e supportate dalla batteria.
A parere mio, la definizione migliore per questa canzone (ma in generale per l' intero album) è un' immagine, una sensazione: l' ascolto di In November Days dà l' impressione di assistere ad una cerimonia solenne e malefica, nelle segrete diroccate di un castello transilvanico, avvolti da un vento gelido che non ha fretta di mietere le sue vittime, ma anzi attende dando loro l' impressione di essere cullate da questo vento.
Palace Of Silence si apre con un giro di basso misterioso... di volta in volta si ha l' impressione è che si tratti di un frammento perduto di una musica di altri tempi, medievale, arabeggiante, dall' Estremo Oriente. La canzone poi si evolve in un ottimo crescendo e sfocia in due riff gelidi che potrebbero permettere un apragone con i Taake di Nattestid, la sensazione di gelo è simile, come anche la vena melanconica di cui questi riff sono pregni (anche se diverso è l' approccio e il modo di esporre tale melanconia); buono il lavoro di doppia cassa su questi due riff (è interessante notare come di doppia cassa non si faccia abuso). Poi un altro passaggio epico, che lascia spazio nuovamente al giro di basso ipnotico d' apertura.
Con la title – track si raggiunge un altro picco. Qui la band mostra una buona padronanza degli strumenti, sfoderando un riff che però mette in mostra sempre un ottimo gusto. Nel corso della canzone fa la sua comparsa un passaggio in mid – tempo davvero maestoso. L' epicità qui è strabordante, tale da far stringere le mani nel tentativo di catturare tutta la maestosità che sgorga impetuosa. La varietà del disco viene ben sintetizzata in questa canzone, grazie all' inserimento di un altro bellissimo arpeggio, anche questo poi ripreso immediatamente dopo dalla chitarra elettrica. Il finale poi è davvero entusiasmante, grazie alla riproposizione del riff epico che in chiusura sortisce un effetto incredibile.
La vena melodica tipica del gruppo emerge poi con Dominus Silentii: qui il gruppo si cimenta con una tastiera e un pianoforte, anche se funge soltanto da preludio, comunque un passaggio molto interessante. E' un altro pezzo molto bello, che mostra il meglio quando mostra un riff che rievoca alla mente un vento sibilante e glaciale, e subito dopo quando entra in scena una voce pulita, tonante, accompagnata dall' organo, a rinforzare l' imamgine della cerimonia descritta prima.
Quando c' è da picchiare pesante, la band non si tira indietro: ecco così che su Vigilia Secunda emerge l' anima più violenta della band, grazie soprattutto ad un muro di blast – beat e di doppia cassa innalzato dalla batteria. Interviene un break chitarristico molto ben strutturato e ben eseguito, ottimo per smorzare la violenza, caratteristica di questa canzone.
Obscure Dimension (Take the Evil Beauty) è segnata indelebilmente da un passaggio straordinario: la chitarra ritmica produce un riff - accordo, per permettere ad un suono martellante in sottofondo, struggente,incredibile nella sua epicità, con una batteria che si lancia in una rullata marziale.
L' anima più nera della band fa poi capolino, mitigata da un altro riff più melodico e “pacato”.
Compare poi un assolo, lento ma inquietante e significativo.
Endtime Divine parte con un frangente che sprizza una struggente malinconia (questo davvero merita il paragone con i Taake). E' una canzone particolare, molto lenta, con una lieve inflessione doom, con un supporto azzeccato di doppia cassa mantenuta a velocità lente; prosegue con un altro arpeggio, e poi con una nuova sfuriata, ma sempre esente dalle carneficine di velocità perpetrate dal black: gli Infernal Angels proseguono anche qui nella propria interpretazione del black metal. La canzone presenta poi diversi stacchi, in cui si avvertono i rumori inquietanti di pesanti passi rimbombanti, una campana che suona a funerale e un temporale [echi della celeberrima Black Sabbath (la canzone)].
La conclusione spetta ad una bella riproposiozione di Heart Of Winter degli Immortal, con una tastiera che rimanda a quella presente su A Sorcerer's Pledge dei Candlemass.

Rilevante la prestazione di Xes alla voce, che non si affida esclusivamente allo scream, ma diversifica il cantato ricorrendo a vari registri vocali (parti quasi narrate, voci pulite).

In definitiva, Shining Evil Light si presenta come un disco veramente notevole, senza reali pecche.
Il gruppo ha saputo marchiare ogni singola canzone grazie ad una serie di riff dotati di una carica emotiva semplicemente grandiosa. E considerando che questo è solo il disco d' esordio, c' è davvero motivo per riporre fiducia nella band e nel suo lavoro.

Voto: 81/100. Recensito da Mythycal   il 20/04/2008

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