Iced Tears - CD Metal - Sphynx
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Musica -> Black Metal -> Melechesh -> Sphynx
Melechesh - Sphynx (cd cover) Disco preferito da 0 utenti.
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Band: Melechesh
Disco: Sphynx
Anno: 2003
Tracklist:

01 - Of Mercury And Mercury
02 - Secrets Of Sumerian Sphynxology
03 - Annunaki’s Golden Thrones
04 - Apkallu Counsel
05 - Tablets Of Fate
06 - Triangular Tattvic Fire
07 - The Arrival Ritual (instrumental)
08 - Incendium Between Mirage And Time
09 - Purifier Of The Stars
10 - Caravans To Ur (instrumental)
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Dpo aver recensito Emissaries, discone uscito a fine 2006, ed aver ottenuto recentemente Sphynx per intero, mi dedico all'analisi con orecchio chirurgico del questo disco.
Il titolo del disco significa sfinge, ed è proprio questa figura che dalla copertina osserva l'acquirente, mentre si possono notare particolari quali il veneratore della suddetta sfinge ai piedi di quest'ultima (molto piccolo,devo ammettere,però se fate attenzione lo si vede) ,ed un raggio di luce che, partendo dalla sommità della ziggurat nelle vicinanze arriva a toccare la punta di uno dei tre crocifissi rovesciati del logo del gruppo.
Lo stacco ultraviolento di Of Mercury And Mercury ci introduce quindi all'interno del disco, e nei minuti successivi già si percepiscono le sfumature Oriented Fashioned del combo israeliano e l'eccelsa abilità di Proscriptor, il batterista, che sarà sosituito dal valido Xul nel successivo Emissaries.
Il disco, di conseguenza, si snocciola in maniera sublime in svariati episodi di arcana bellezza, come nelle successive Secrets of Sumerian Sphynxology e Annukaki's Golden Thrones ), ma la prolissità rende ostico l'ascolto di Tablets of Fate e Apkallu Counsel le due tracce in cui vi è una vana ricerca a passaggi claustrofobici e minimali, sebbene nella seconda vi sia la presenza di alcuni strumenti della madrepatria che rendino intrigante lo svolgersi delle situazioni
Ma in fondo, solo la prima delle due tracce citate ,nonostante l'interessante intro, potrebbe essere considerata il neo del disco, che prosegue in maniera molto più che dignitosa con brani come Triangular Tattvic Fire o nell'emozionante strumentale The Arrival Ritual, che rappresenta l'apice orientale del disco, senza nulla togliere ovviamente agli episodi precedenti.
Restano quindi due brani, i coinvolgenti Incendium Between Mirage And Time e Purifier Of The Stars, prima della titanicaCaravans To Ur, midtempo che parte bene, si sviluppa in maniera interessante per tre minuti e mezzo, dopodichè cala una dissolvenza e si rimane nel silenzio a meditare per sei minuti circa, quando sull'ingnaro ascoltatore si abbattono svariati suoni che ricreano un emozionale atmosfera, come per dire che alla fine la carovana ci è arrivata ad Ur.

In definitiva, un gran disco, che presenta però alcuni difetti che verranno definitivamente limati in Emissaries, il capolavoro del gruppo di Melechesh Ashmedi.

Voto: 89/100. Recensito da DeathNemesis   il 28/08/2007

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