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Musica -> Heavy Metal -> Iron Maiden -> The X Factor
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Band: Iron Maiden Disco: The X Factor Anno: 1995 Tracklist:1. Sign Of The Cross (Harris)
2. Lord Of The Flies (Harris/Gers)
3. Man On The Edge (Bayley/Gers)
4. Fortunes Of War (Harris)
5. Look For The Truth (Bayley/Gers/Harris)
6. The Aftermath (Harris/Bayley/Gers)
7. Judgement Of Heaven (Harris)
8. Blood On The World's Hands (Harris)
9. The Edge Of Darkness (Harris/Bayley/Gers)
10. 2 A.M. (Bayley/Gers/Harris)
11. The Unbeliever (Harris/Gers) Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca The X Factor su ebay
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Sconvolgimento. Ovvero quello che è accaduto in casa Maiden una volta che lo storico e carismatico cantante Bruce Dickinson ha deciso di abbandonare la nave. Harris, non eccessivamente preoccupato dalla situazione, reclutò il buonissimo e potentissimo cantante Blaze Bayley (ex-Wolfsbane) come erede del ruolo di Front man. Quello che venne composto da Harris & co. in quel periodo fu nettamente influenzato dai problemi personali del bassista (morte del padre su tutti), che puntò su un sound cupo/tenebroso, fattore che determinò una svolta e un discreto "de-potenziamento" delle chitarre. Quello che emerge da questo cd è tuttora oggetto di discussione (basta vedere le valutazioni sotto questa recensione): gustosa novità o insuccesso senza fine?
Analizziamolo obiettivamente:
1)la produzione è decisamente piu ovattata e svantaggia in partenza la band dal punto di vista della potenza (come già accennato);
2) Bayley è piuttosto dotato e, SE a tratti prova ad imitare Dickinson, lo fa in modo molto personale, fattore che gioca a suo favore;
3) le composizioni sono per la maggior parte di buona qualità (più avanti farò qualche citazione particolare) anche se era meglio forse inserirne di meno (8 come su Virtual XI, ad esempio) per eliminare qualche brano superfluo sicuramente presente(purtroppo).
Detto questo spostiamoci sulle song principalmente protagoniste, in positivo e in negativo.
Sicuramente al primo posto delle note liete abbiamo "Sign of the cross" (ispirata al romanzo IL NOME DELLA ROSA) che a dispetto degli 11 minuti di durata, si mostra come la miglior canzone, pregna di mistero, oscurità, cambi di tempo, e chi più ne ha piu ne metta: sicuramente da ascoltare per capire meglio ciò che intendo. "Man on the edge" vale quasi altrettanto se non fosse che ricorda molto da vicino qualcosa di già sentito in passato, forse per la velocità o forse per il ritornello, fatto sta che l'impressione che lascia è ottima. Per il resto vale una citazione particolare l'angosciosa "Blood on the world's hands", con una gustosa intro di basso, e "Lord of the flies", dove l'interpretazione del singer è azzecatissima. Senza levare nulla a ciò che resta di buono, non posso che esprimere perplessità sentendo "Judgement of Heaven" & "2AM", che puzzano veramente tanto di banale, e purtroppo di brani del genere ce ne sono almeno un altro paio, a rovinare un lavoro particolare e che probabilmente non merita tutte le critiche rovinategli addosso.
Ma si sa, dimenticare i mostri sacri e gli anni d'oro (Dickinson) per qualcuno è veramente un impresa impossibile.
Chi si sa "accontentare", invece, gradisce.
Voto: 70/100. Recensito da Newsted88 il 15/09/2007 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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