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Se mi dovessero rivolgere una domanda del tipo “Che cos’è Transilvanian Hunger?” non esiterei a rispondere “Transilvanian Hunger è il Black Metal!”. La recensione dell’album potrebbe finire così e andrebbe benissimo. Siamo nel 1994, la scena black scandinava è profondamente scossa, sull’orlo della distruzione. Il padre dell’intero movimento black metal scandinavo, Euronymous, viene ucciso dal suo ex-“compare” Varg Vikernes[Burzum]. Sarà una perdita importantissima e pesantissima per l’intero panorama black metal. La polizia norvegese arresta alcuni elementi della scena black nordica per gli atti vandalici nei confronti delle chiese.Si apre così una sorta di “caccia alle streghe”: Fenriz e Nocturno Culto sono costretti alla “latitanza”,eppure, nonostante tutto, riescono a tirar fuori la loro quarta fatica, dopo aver partorito capolavori come “A Blaze In The Northern Sky” e “Under A Funeral Moon”. Transilvanian Hunger a mio avviso, alla pari con Panzerfaust,è un lavoro che và ancora più in alto rispetto alla grandezza dei due precedenti,qui si và oltre la perfezione! Forse starò esagerando(anche perché i Darkthrone sono uno dei miei gruppi preferiti), ma basta che inserite il cd nel lettore, pigiate play ed ascoltate la prima traccia,nonché title-track, e un brivido vi percorrerà la schiena,ne sono sicuro. Transilvanian Hunger,insieme a En Vid Av Sorg, è probabilmente la miglior song scritta/realizzata dal geniale duo norvegese. Una produzione come al solito grezza, la spaventosa voce di Nocturno Culto(qua raggiunge il massimo livello), l’ossessiva batteria di Fenriz, tanto efficace quanto scarna, sono la colonna sonora di quest’album glaciale e diabolico. L’album si muove su coordinate elevatissime, e solo per la già citata title-track meriterebbe il massimo dei voti. Ma il viaggio deve continuare, l’oscurità come un guanto, comincia ad avvolgere l’ascoltatore. L’infernale voce di Nocturno Culto pare provenire da profondi e spaventosi abissi;canta infernali lodi al male,il tutto in lingua madre. “Slottet I Det Fjerne”, “Graven Takeheimens Saler”, l’ossessiva “As Flittermice As Satan Spys” sono tracce spaventose e diaboliche, da ascoltare durante una passeggiata notturna nel boschetto sotto casa…Quest’album è un vero capolavoro, capace di trasmettere sensazioni, emozioni, brividi. Il suo alone infernale vi perseguiterà per 40 minuti circa. Alla fine dell’ascolto un senso di disagio vi attanaglierà,ma voi ne sarete talmente affascinati che non vedrete l’ora di ripetere il “viaggio”. A parte questa venatura poetica, non ci sono scuse che tengano, quest’album deve obbligatoriamente finire nella discografia di chi ama il black metal. Con questo monumento al male, i Darkthrone raggiungono l’apice compositivo e musicale della loro ancora fertile carriera e, si confermano come uno dei gruppi migliori della scena,quando la concorrenza era ancora feroce(vedi Immortal, Emperor, Satyricon). Ora che la maggior parte dei grossi gruppi black metal, o si è sciolta, o ha intrapreso coraggiose quanto discutibili strade, i Darkthrone rimangono(e “The Cult Is Alive” ne è l’ennesima prova)gli unici ed intramontabili fedeli della fiamma più nera!This Is True Norwegian Black Metal!
Voto: 98/100. Recensito da Cadavere il 07/04/2006 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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