Iced Tears - CD Metal - Valdr Galga
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Thyrfing - Valdr Galga (cd cover) Disco preferito da 14 utenti.
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Band: Thyrfing
Disco: Valdr Galga
Anno: 1999
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Nell'anno 2001 i Thyrfing di Thomas Väänänen pubblicano per la Regain Records il loro secondo full lenght dal titolo "Valdr Galga" ( "Signore dei ruscelli", l'ennesimo appelletivo di Odino).
Dopo il discreto successo di "Thyrfing", album coraggioso che con le sue sonorità viking-epic si avvicinava a maestri come Adorned Brood e Månegarm senza però ottenere il consenso meritato dalla critica, Thomas e compagni registrano un disco che va a insediarsi tra le pietre miliari del Viking Metal; questo disco è ben strutturato e le tracce sono disposte in modo da non far annoiare mai l'ascoltatore.
Un album indubbiamente epico, molto melodico, che esalta il lavoro della tastiera e del cantante.
"Prelude: Heading for The Golden Hall / Storms of Asgard" è forse la traccia più significativa del lavoro, un crescendo di epicità e di rabbia vichinga ci portano a "From Wilderness Came Death" che riprende le sonorità dell'intro; voce cadenzata e sinfonia di fondo di sapore medioevale per questa seconda traccia già da segnalare come hit del disco. Dopo "Askans Rike", canzone di stampo tipo dei Thyrfing, passiamo alla title track, caratterizzata da una sonorità vicina al Folk Metal dei primi Moonsorrow e governata verso la seconda metà da una tastiera insistente suonata con molta maestria da Peter Löf.
"The Deceitful" rappresenta il punto più alto di "Valdr Galga"; scream imponente e tastiera onnipresente per una delle tracce più melodiche del disco, un ritornello facilmente memorizzabile ma ugualmente d'impatto che ci fa pensare ai Ensiferum piuttosto che ai Moonsorrow.
La pomposa "Arising", molto sinfonica e cadenzata, solenne anche a tratti ci porta piacevolmente, come fungesse da interludio, a "Firever", un turbinio di tastiera e batteria sparate a mille, con lo scream di Thomas che si impone nella sua cattiveria, cori che accompagnano la canzone sono di Ensiferumiana memoria e va riconosciuta la bravura del batterista Joakium Kristensson. "A Moment in Valhalla" è simile a "Arising" e ci porta verso la fine del disco, ma non prima di aver assaporato la perfezione di "Mimer's
Well", un'intro melodico e melanconico che pian piano lascia spazio alla tastiera e alla voce di Thomas che si mescolano in perfetto stile Thyrfing.
"A Great Man's Return" conclude in disco nel migliore dei modi, una canzone cattiva, melodica, potente e epica, che riassume perfettamente l'intero full lenght.
In definitiva il lavoro meglio riuscito dei Thyrfing che, dopo l'insuccesso di "Urkraft", decideranno di cambiare stile, avvicinandosi più a ritmiche e sonorità Black Metal che, stranamente, gli faranno
ottenere ugualmente un meritato successo.

Voto: 92/100. Recensito da Somnium   il 02/01/2007

Valdr Galga è, in poche parole, un ottimo disco di heavy metal tastieristico (heavy metal come definizione generale, non indicante lo specifico sottogenere).
Basta anche un ascolto occasionale, superficiale, per rendersi conto che il punto di forza di questo album è rappresentato dalle ritmiche e dalle melodie create dal tastierista Peter Lof, forse uno dei migliori in circolazione per creatività messa in mostra (che non prescinde affatto da una certa perizia tecnica): le soluzione da lui adottate risultano sempre azzeccate, variegate e all’ occorrenza anche tecniche… in certi casi davvero magnifiche, maestose, conferiscono al disco un’ alone di epicità, sfuggente, perché giunge di soprassalto nel momento in cui meno ce lo si aspetta e colpisce rapidamente.
Tuttavia sarebbe ingiusto assegnare a Peter la totalità del merito dell’ esito felice di Valdr Galga; meriti vanno riconosciuti anche all’ ottimo batterista Joakim ``Jocke`` Kristensson, in possesso di una tecnica non indifferente, grazie alla quale arricchisce ed enfatizza ogni singolo passaggio, con piccole acrobazie in particolare nella title-track, anche se tutto l’ album, nella sua assoluta interezza, beneficia del suo apporto.
Un po’ sottotono, invece, la performance del chitarrista Patrik Lindgren; il suo apporto non è affatto trascurabile, in quanto regala dei riff e delle melodie di una certa caratura e bellezza. Tuttavia, il suo contributo complessivo è alquanto ridotto; certe soluzioni da lui adottate risultano addirittura banali e prive del minimo mordente.
Thomas Väänänen risulta in possesso di una voce particolare, tendente generalmente ad un growl non soffocato, quasi aperto e chiaro, mentre in alcune limitate ma di grande effetto occasioni si trasforma in una possente voce pulita.
La produzione del disco è molto buona, nessuno strumento, nemmeno il basso, risulta penalizzato, ottimo il lavoro svolto sul rullante e sui tamburi della batteria.

Soprattutto nella prima parte del disco i Thyrfing presentano canzoni composte ricorrendo a “strutture a blocchi”: infatti le prime cinque canzoni (ma è una struttura che ricompare, anche se in maniera meno marcata, nella seconda parte) presentano diverse atmosfere, diversi cambi di tempo al loro interno, e questo perché sono state scritte proprio, per così dire, assemblando pezzo per pezzo, ovvero ricorrendo ad un blocco composto da due riff ripetuti, per passare poi ad un altro blocco con altri due riff ripetuti e così via.
In realtà le canzoni di Valdr Galga non sono affatto complicate come potrebbe sembrare. Sono invece molto lineari, facilmente memorizzabili, in possesso di una carica emotiva considerevole grazie anche all’ abbondante dose di melodia.

Storms of Asgard è la canzone ideale in vista di una battaglia imminente. La tastiera sfodera subito una serie di giri memorabili, come a dare la carica ai propri combattenti; poi, nella seconda parte della canzone, l’ assalto: anche qui la tastiera fa la parte del leone, un altro giro formidabile, dal sentore quasi epico; sorprende poi l’ evoluzione di questa canzone, capace di riassumere atmosfere e tempi molto diversi con una naturalezza sorprendente. Ecco così che nella parte finale i Thyrfing riproducono la sensazione che si prova quando la battaglia è giunta al termine, non ci sono vincitori né vinti, solo i proprio morti a cui assegnare la sepoltura… e la cavalcata finale (elemento che i Thyrfing presentano più volte con risultati sempre notevoli in questo album), per accompagnare il defunto nel suo ultimo viaggio.
From Wilderness Came Death è un altro pezzo splendido, che parte con un robusto arpeggio ripreso poi dalla chitarra elettrica (una delle parti meglio riuscite da Patrik, che dimostra così di essere anche lui un musicista valido, anche tecnicamente), ma il pezzo forte è rappresentato dal ritornello, con un giro di tastiera formidabile, da cantare a squarciagola! E la seconda e azzeccatissima cavalcata finale.
Askans Rike, l’ unico brano cantato in svedese, presenta al tempo stesso un certo abbassamento nello standard qualitativo (che rimane comunque buono), ma al tempo stesso regala un ottimo riff di Patrick. Inoltre la tastiera comincia a cambiare sonorità, si fa misteriosa, quasi fiabesca, nel suo giro centrale dal tono quasi folk. Un’ altra strepitosa cavalcata (terzo centro!) conclude il brano.
Valdr Galga è forse il brano più cupo del repertorio; l’ unione fra chitarra e tastiera conferisce al brano un’ atmosfera arcana, e maligna… di stregoneria, inquietante a dir poco, appena smorzata dal ritornello. La sezione centrale cambia radicalmente toni, qui sì un po’ forzatamente, con un break chitarristico veloce e aggressivo, a sua volta smorzato dalla tastiera “giullaresca”.
I livelli salgono nuovamente con The Deceitful. Qui la tastiera si traveste da pianoforte, ammantando il brano e rivestendolo a nuovo, come se fosse un brano di musica classica. Bellissimo il ritornello, che la tastiera rende spaventosamente epico, di quell’ epicità che ti fa sognare ed immaginare di essere il dominatore del mondo, in cima ad una montagna, ad urlare la propria potenza e fierezza; se non fosse stato per un altro inserimento lievemente forzato di chitarra (comunque un riff apprezzabile) sarebbe stato un brano davvero perfetto, ma l’ impatto non è assolutamente in discussione!
Arising è un brano caratterizzato da un’ atmosfera tendente al malinconico, nonostante la tastiera suoni gioiosa e carica come squilli di tromba. Tuttavia la progressione, affidata alla chitarra, man mano lascia trapelare questo feeling, assecondato poi in progressione anche dalla tastiera stessa.
Firever è accostabile a The Deceitful, perché anche qui la tastiera viene sfruttata in questa modalità, e anche per la sezione centrale, appannaggio esclusivo della chitarra. Tuttavia il brano “rifugge” ogni sentore epico, per trasmettere invece un senso di trionfo e di vittoria, enfatizzato dal ritornello ben cantato da Thomas, su cui poi si innestano i cori degli altri musicisti.
A Moment in Valalla è probabilmente il brano più “debole” del repertorio: una canzone gradevole indubbiamente, graziata da un passaggio di tastiera che per di più conferisce al brano un’ atmosfera del tutto particolare.
Mimer' s Well presenta invece diversi passaggi degni di nota: prima di tutto l’ intro di pianoforte, poi un bellissimo break di chitarra, che si lancia poi in un riff parecchio aggressivo ed arrembante, che funge da collegamento fra i due blocchi che compongono la canzone; anche il riff di chitarra nel finale è ben in evidenza, grazie anche all’ ottimo lavoro di Joakim.
E per finire, la bellissima A Great Man's Return: un riff di chitarra oscuro e lievemente malefico, che poi si stempera nell’ arpeggio, nel cui sottofondo si sente il vento sferzare… e ci si immagina una distesa artica notturna battuta dal vento gelido. Il riff di chitarra (formidabile) e quelli di tastiera (incantevoli), assieme all’ outro affidata al pianoforte, rappresentano una degna conclusione..

In definitiva, di Valdr Galga si può dire che è un buonissimo album grazie all’ apporto della tastiera e della batteria; ma resta un lieve rammarico nel constatare che avrebbe potuto essere un ottimo, se non eccellente album, se la tastiera fosse stata lasciata appena un po’ più in disparte (perché a volte la sua presenza è eccessiva e infastidisce) a favore della chitarra (perché Patrick ha dimostrato, e dimostrerà appieno nel successivo Urkraft) in fondo il suo valore e la sua capacità di scrivere partiture intriganti.


Voto: 80/100. Recensito da Mythycal   il 29/05/2007

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