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I Cradle of Filth sono una di quelle band che oramai vengono definite commerciali e da posers, che compongono canzoni solo per fare soldi.
I "true" blacksters li disprezzano, le nuove leve del metal gli osannano. Ma in pochi tendono a ricordare le loro radici, prettamente black metal.
Dopo la pubblicazione nel 1994 di "The Principle of Evil Made Flesh", la band capeggiata da Dani Filth stuzzica i fan in attesa del secondo full lenght "Dusk... and Her Embrace" con questa piccola perla nera: "Vempire or Dark Faerytales in Phallustein".
Sei traccie di melodic black metal di altissima fattura. Da tenere in considerazione soprattutto le lyrics, da sempre un punto di forza del gruppo.
"Ebony Dressed for Sunset" ci fa subito entrare nell'atmosfera del disco con un uso pregievole delle tastiere accompagnate poco dopo da una combinazione chitarra-batteria sorprendente, il tutto condito dalle solite doppie vocals di Filth.
Dopo questa breve introduzione, si entra nel vivo del disco con "The Forest Whispers My Name", brano proveniente dal primo lavoro dei Cradle ma con alcune modifiche, come l'introduzione di parti femminili ed una velocità d'esecuzione maggiore.
A seguire troviamo "Queen of Winter, Throned". Introdotti dalle spoken vocals di Dani, questo brano, insieme all'ultimo, è sicuramente il migliore dell'intera opera. La voce di Sarah Jezebel Deva, veramente angelica nella sue parti, si scontra violentemente con quella del singer, che qui sembra veramente posseduto dal demonio (anche se vi sono dei leggeri cali nel suo screaming in alcuni punti).
Molto suggestiva la parte tastieristica a partire più o meno dal minuto 8.30 che cambia completamente la struttura del brano.
"Nocturnal Supremacy" inizia con un incedere abbastanza lento che viene subito rimpiazzato dal drumming selvaggio di Nicholas Barker (uno dei migliori nel suo campo), e dalla voce schizofrenica di Dani FIlth. Molto bello l'assolo presente nel pezzo, che potrebbe ricordare a qualcuno lo stile solistico degli Slayer.
Prima di arrivare all'ultimo brano, la strumentale "She Mourns a Lengthening Shadow" calma le acque, preparandoci al meglio a quella che io ritengo il capolavoro dell'intero lavoro: "The Rape and Ruin of Angels (Hosannas in Extremis)".
Riffing assassino, e blast beats come se piovessero, aprono il brano nel migliore dei modi. Uno dei pregi di questa composizione sono i continui cambi di tempo. Si passa da grezze sfuriate black, a rallentamenti improvvisi impreziositi dall'utilizzo del pianoforte. Anche qui il passaggio da uno screaming acuto oppure ad un growling baritonale è evidente, come la presenza di parti parlate e sussurrate, conditi da cori angelici.
Il tutto si conclude come il titolo della traccia aveva già preannunciato: con la rovina degli angeli. Infatti potrete udire le loro grida lancinanti mentre vengono messi al rogo, bruciandone le carni.
In conclusione, questo mini cd dei Cradle of Filth, si presenta come una delle loro migliori opere, al pari di Midian e The Principle of Evil Made Flesh. Questi sono i Cradle, non quelli di Thornography.
Voto: 93/100. Recensito da Antares il 23/01/2008 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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