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Coloro che li amano hanno dovuto aspettare tre anni (se si esclude “On Old Paths”,la raccolta dei primi demo uscita lo scorso inverno).
Gli Odal sono finalmente tornati e questo “Zornes Heimat” che li riconferma come una delle più valide pagan Black metal band della scena.
Priva di qualsiasi “addolcimento” folkeggiante qua e là che tanto va di moda in questi ultimi anni, la band di Taaken punta su un songwriting d'ispirazione “raw black” che pur mantenendo intatta la violenza degli esordi, presenta della aperture quasi solari, seppur circondate da un alone sinistro, forse per la carica di energia che riescono a esprimere.
Non ho apprezzato a pieno la produzione fin troppo pulita rispetto a quanto ci avevano abituato dagli esordi e una certa mancanza di impatto in certi frangenti ma, nonostante ciò, gli Odal riescono a sprigionare il feeling battagliero e irruento che li contraddistingue.
Brani lunghi e di difficile memorizzazione per gli improvvisi cambi di tempo e per il riffing più variegato rispetto agli esordi quando c'era maggiore staticità.
Tra i brani che mi hanno maggiormente colpita in positivo c'è “In Wolken Zerwühlt”, carico di emotività e malinconia che mi ricorda il mini capolavoro “Einst Verehrt Von Allen” , arricchito da una cadenza epica che si protrae in un continuo crescendo e l'omonima Zorne Heimat, furente e melodiosa allo stesso tempo seppur contraddistinta dalla "densa" distorsione delle chitarre che rendono il sound pesante e dai contorni evanescenti.
Zornes Heimat è dedicato agli elementi e alle forze naturali che si sprigionano in tutta la loro potenza, spazzando via qualsivoglia opera di umana fattura: ciò prova a spiegare una tensione sempre ai massimi livelli che quasi stordisce, priva delle incursioni acustiche presenti su "...Wilde Kraft".
Un album che seppur non raggiunge il livello dei precedenti, almeno a mio avviso, può essere il punto di partenza per un nuovo percorso stilistisco, senza arrivare a snaturare un sound che è un vero proprio trademark, forgiato negli oscuri meandri dell'underground con la passione che li contraddistingue dagli esordi.
Voto: 70/100. Recensito da BloodyMary il 26/08/2008 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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